Oggi eravamo finalmente di nuovo insieme e in teoria avremmo potuto camminare da Cisterna di Latina verso Terracina, se non fosse che camminare su questo tratto dell’Appia è quasi come una missione suicida. Siamo stati quindi costretti a usare la nostra Volkswagen per visitare alcuni punti di interesse sulla Appia, in modo da arrivare a Terracina prima di pranzo.
Mi spiego: questa parte dell’Appia Antica è presumibilmente il rettilineo più lungo d’Europa, circa 44 km, e se potessimo sollevare l’asfalto moderno probabilmente troveremmo la strada costruita dai romani.
Nei secoli successivi al crollo dell’Impero Romano la strada non è mai stata ampliata e non sono stati costruiti marciapiedi. Ora c’è molto traffico su questa strada che collega Fondi, dove si trova il più grande mercato ortofrutticolo all’ingrosso del sud Italia, a Roma. È semplicemente impossibile fare una bella passeggiata in sicurezza su questa strada.
In questo tratto si possono vedere molte cose, la più importante è “Tres Tabernae”, un Mansio dove sull’Appia in epoca romana si poteva mangiare, dormire e cambiare i cavalli.
Qui, il santo cristiano Paolo di Tarso, che probabilmente era scortato dai militari romani mentre si recava a Roma per essere processato e giudicato, fu presumibilmente accolto da un gruppo di cristiani romani (Atti 28:15).
La “Tres Tabernae” era la prima mansio o mutatio, cioè luogo di sosta, da Roma, o l’ultima sulla strada per la città. A questo punto tre strade si immettono nella Via Appia, quella da Tusculum, quella da Alba Longa e quella da Antium; quindi, necessariamente qui ci sarebbe un luogo di sosta.
Secondo alcuni, la località si trova a circa 5 km a sud-est dell’odierno paese di Cisterna, poco prima che la Via Appia entri nelle Paludi Pontine, in un punto in cui la moderna strada per Ninfa e Norba si dirama verso nord-est, dove esistono ancora alcune rovine (Grotte di Nottola) a 53 km da Roma. Altri ritengono che si trovasse a Cisterna stessa, dove una strada secondaria che va da Antium a Satricum si unisce alla Via Appia. Tuttavia, gli scavi effettuati al km 58,1 della Via Appia tra il 1993 e il 2001 hanno portato alla luce terme romane e altri edifici.
Intorno al III secolo d.C., la zona fu invasa dalle paludi e gli abitanti della vicina Ulubrae probabilmente si trasferirono a Tres Tabernae, che crebbe di importanza e divenne sede vescovile cristiana con una cattedrale paleocristiana dedicata a San Paolo. Le invasioni barbariche in Italia causarono il declino di Tres Tabernae fino a quando, nel 592, papa Gregorio I unì la sua diocesi a quella di Velletri. Più tardi, nell’alto Medioevo, Tres Tabernae fu devastata più volte dai Saraceni, fino a essere completamente distrutta nell’868. La posizione di Tres Tabernae è indicata anche nella Tabula Peutingeriana, in una località a sud di Roma.
Quando siamo arrivati, vestiti con i nostri abiti romani e nel nostro moderno furgone Volkswagen Caddy, siamo stati accolti a Tres Tabernae da un cancello chiuso che sarebbe rimasto chiuso. Abbiamo iniziato a chiacchierare con Mario che dall’altra parte della recinzione stava restaurando, insieme a due assistenti, un bellissimo mosaico bianco e nero. Ci ha informato che al momento i visitatori non erano ammessi sul sito e che non aveva idea di quando sarebbe stato possibile, la vista migliore del sito era attraverso le sbarre della recinzione dove Mario stava lavorando, date un’occhiata al video che abbiamo fatto.
Una delle difficoltà nel lavorare sul sito, ci ha detto Mario, erano i furti, stranamente non di reperti archeologici ma dei morsetti di ferro che facevano parte dell’impalcatura che sosteneva il tetto che protegge i mosaici. Il furto di questi morsetti era diventato così frequente che recentemente avevano deciso di saldare tutti i dadi dei morsetti.
Durante la nostra visita è arrivato il responsabile archeologico del sito, che mi ha immediatamente informato che non potevo scattare foto. Ho risposto sinceramente che non stavo scattando foto, ma non gli ho detto che stavo girando un video.
Terracina
Perché i romani hanno scalpellato via più di 13 mila metri cubi, ovvero 35 mila tonnellate di roccia, dal fianco del monte Sant’Angelo per creare un taglio verticale chiamato Pisco Montano?
Terracina come colonia marittima compare spesso nella storia. La costruzione della Via Appia nel 312 a.C. ne aumentò l’importanza: la strada inizialmente attraversava la collina sul retro del promontorio con una ripida salita e discesa. Nel 184 a.C. si tentò di aggirarlo costruendo un terrapieno gettato in mare, ma probabilmente fu solo all’inizio dell’epoca di Traiano (98-117 d.C.) che un taglio nella roccia ai piedi del promontorio (Pisco Montano) risolse finalmente il problema. La profondità del taglio è indicata da segni sulla parete verticale a intervalli di 10 piedi romani; il segno più basso, a circa 1 m sopra l’attuale strada, è CXX, corrispondente a 36 metri (128 piedi).
Probabilmente fu in conseguenza di questo taglio della strada che alcuni degli edifici più importanti del periodo imperiale furono eretti sul terreno basso vicino al piccolo porto. La costruzione della strada costiera, la Via Severiana, da Ostia a Terracina, aumentò l’importanza del luogo. La bellezza del promontorio con la sua flora rigogliosa e la vista attraente lo aveva reso frequentato dai romani già nel 200 a.C.
Dopo aver visitato la montagna tagliata, e aver pranzato al porto, abbiamo visitato il bellissimo Foro Romano e il Teatro di fronte al quale si trova il comune moderno. Dal foro siamo saliti per visitare il tempio di Giove Anxur. Una volta arrivati al parcheggio e alla biglietteria siamo stati accolti da Mauro e Mauro che lavorano per la Fondazione Città di Terracina. Ci hanno chiesto perché eravamo vestiti come viaggiatori nel tempo. Dopo aver spiegato il motivo, ci hanno dato volentieri l’ingresso gratuito al sito risparmiandoci 28 euro.
La sera siamo rimasti a cena nel fantastico B&B “Cera una Volta” della signora Annalisa. Ha una casa fantastica, grande, con molte stanze che si affacciano su Terracina. Ospitalità superba, grandi storie su Terracina, ottimo liquore al melograno fatto in casa e torta di albicocche!























